{"id":525,"date":"2017-08-22T13:44:13","date_gmt":"2017-08-22T11:44:13","guid":{"rendered":"http:\/\/sandrinefabbri.com\/?p=525"},"modified":"2018-02-03T12:14:28","modified_gmt":"2018-02-03T11:14:28","slug":"i-fabbricasvizzeri-a-zagabria","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/sandrinefabbri.com\/?p=525","title":{"rendered":"I Fabbricasvizzeri a Zagabria"},"content":{"rendered":"<p>Quando ricevei il passaporto svizzero, fu il piu\u0300 bel giorno della mia ancor breve esistenza. Davvero! Avevo undici anni, mia madre era gia\u0300 morta. I Fabbricasvizzeri, Die Schweizermacher, non li avevo ancora visti. Li avevo vissuti, ma non visti. Il film lo vidi alcuni anni dopo. A Zagabria. Lingua originale, sottotitoli in serbo-croato.<\/p>\n<p>Allora la Jugoslavia esisteva ancora. Anche il serbo-croato. Lo svizzero tedesco non lo parlavo, era lingua di mia madre. Il serbo-croato non lo parlavo, era lingua di mio padre. Cio\u0300 non mi impedi\u0300 di capire e ridere tanto. Con me, mio padre e mio cugino che aveva quattordici anni piu\u0300 di me. Viveva a Zagabria. Lo amavo tanto, lo vedevo poco. Capii parecchio sulla Svizzera quando vidi I Fabbricasvizzeri a Zagabria.<\/p>\n<p>A dieci anni ho incontrato i fabbricasvizzeri a casa mia. Vennero per esaminare il nostro appartamento, osservarono minuziosamente la mia stanza \u2013 chissa\u0300, casomai avessero scoperto indizi che avrebbero rivelato loro qualcosa su di me, indizi che sarebbero stati prove della mia indegnita\u0300, della mia indegnita\u0300 a diventare svizzera, ero ancora troppo giovane per essere No Future, senza futuro, ma chi sa, chi puo\u0300 sapere cio\u0300 che uno e\u0300&#8230; Avevano gia\u0300 interrogato la mia maestra di allora, avevano osservato i miei quaderni e conoscevano le mie note. Con i miei genitori aspettavo il giudizio. Mi sentivo umiliata.<\/p>\n<p>Allora a una donna non era dato il diritto di trasmettere la nazionalita\u0300 svizzera al proprio bambino. Per questo venni al mondo con un passaporto italiano. Eh si\u0300. Col passaporto italiano. E non jugoslavo. Perche\u0301 mio padre apparteneva alla minorita\u0300 slovena del territorio di Trieste. Era nato nel 1922. L\u2019Impero austro-ungarico non esisteva piu\u0300, il regno dei Serbi, Croati e Sloveni era ancora giovane. E mio padre viveva sul lato sbagliato della frontiera. Nella parte occupata dall\u2019Italia. Sali\u0300 Mussolini al potere. Con lui il fascismo. Diedero nomi e passaporti italiani agli Sloveni che vivevano sul lato sbagliato della frontiera.<\/p>\n<p>Di nascita mio padre si chiamava Darko Kovac\u030c, fu tramutato in Natale Fabbri. Poi scoppio\u0300 la seconda guerra mondiale, mio padre divenne un partigiano di Tito e, nel 1945, si stabili\u0300 con la sua famiglia a Zagabria. Dieci anni dopo, grazie al suo passaporto italiano, che da fascista era diventato democratico, lascio\u0300 il regime di Tito, cui non credeva piu\u0300, e parti\u0300 alla volta della Svizzera. Visse alcuni mesi in Ticino \u2013 l\u2019italiano lo parlava grazie a Mussolini \u2013 ma lascio\u0300 presto questo cantone in cui gli Italiani, come gli Jugoslavi, non erano ben visti \u2013 per non parlare di razzismo. Infine arrivo\u0300 a Ginevra, dove e\u0300 rimasto e dove e\u0300 morto. A Ginevra ha avuto la fortuna di lavorare al Cern. A Ginevra ha incontrato mia madre e l\u2019ha sposata. Cosi\u0300 venni al mondo a Ginevra, da una madre nata a Berna, con un passaporto italiano e un nome italiano che non era il vero nome di mio padre.<\/p>\n<p>Allora, erano gli anni sessanta, gli italiani erano disprezzati da tutti, cioe\u0300 considerati da tutti come primitivi braccianti che pernottavano in baracche. Cosi\u0300 mi vergognavo e venivo oltraggiata. Perche\u0301 anch\u2019io ero un\u2019italiana. Per me questo era del tutto ingiusto. Non era mia madre svizzera, mio padre jugoslavo? Non parlavo solo il francese? Come potevo spiegare questo ai miei compagni di scuola a sette, otto o nove anni?<\/p>\n<p>Il primo giorno di scuola era il giorno della vergogna. Perche\u0301 ognuno veniva menzionato con nome, cognome e nazionalita\u0300. Il vituperio cominciava alla pausa. Ah ma sei italiana \u2013 seguivano diversi insulti. Cosi\u0300, quando ricevei il passaporto svizzero fu il piu\u0300 bel giorno della mia ancor breve esistenza. Finiti gli insulti. Mia madre non ha vissuto questa redenzione. Era morta pochi mesi prima. Malgrado o grazie ai fabbricasvizzeri era pero\u0300 riuscita a trasmettermi la sua nazionalita\u0300. Perlomeno questo. Tuttavia, nazionalita\u0300 non significa identita\u0300. Se sono svizzera, slovena, croata o italiana non lo so. La mia identita\u0300 e\u0300 nella lingua. La mia lingua e\u0300 un francese senza accento svizzero. La lingua materna di mia madre era il Ba\u0308rndu\u0308tsch, quella di mio padre lo sloveno. Io non ho ne\u0301 una madrelingua ne\u0301 una patria. Ho la mia lingua. E la mia lingua e\u0300 la mia patria. Ovunque sono.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">Adesso scrivo questo testo in italiano. La mia identita\u0300 cambia per questo?<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">Sandrine Fabbri, 2014, con la gentile rilettura di Walter Rosselli<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">P.S. Gli italiani hanno fabbricato il nome di mio padre, traducendo Kovac\u030c in Fabbri (traduttore, traditore). I fabbricasvizzeri mi hanno fabbricata svizzera. Questo falso nome mi persegue. I Fabbri fabbricano&#8230;, vengono fabbricati&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Quando ricevei il passaporto svizzero, fu il piu\u0300 bel giorno della mia ancor breve esistenza. Davvero! 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